“La stupidità degli altri mi affascina ma preferisco la mia”

ENNIO FLAIANO

Scrittore vero quanto contraddittorio, sempre scontento di sé ma ugualmente consapevole del proprio valore: autore dallo spirito tagliente, provocatorio. Tanto che diceva di sé: “Io scrivo per non essere incluso”. Sempre propenso al genere satirico ha sempre tenuto bene a mente quanto la satira avesse purtroppo “lo svantaggio di venir sempre superata dalla realtà”. Un italiano che parla senza inibizioni del suo tempo, che non è poi così lontano dal nostro.



LE FRASI DI ENNIO FLAIANO

  • Oggi il cretino è specializzato
  • Il peggio che può capitare a un genio, è di essere compreso.
  • Gli uomini cambiano – da spietati diventano ragionevoli – proprio quando la ragione li ha abbandonati.
  • Scrivere è diventato inutile, a meno che non si scriva indecifrabilmente.
  • Tutti leggono: nessuno legge – tutti scrivono: nessuno scrive.
  • L’italiano ha un solo vero nemico: l’arbitro delle partite di calcio, perché emette un giudizio.
  • L’innocenza mi commuove nelle donne in declino, perché in esse è un ricordo e un rimorso.
  • I popoli in ascesa non hanno dialetti.
  • La serietà è apprezzabile soltanto nei fanciulli. Negli uomini saggi è il riflesso della rinuncia.
  • Da quando ‘uomo non crede più all’inferno ha trasformato la sua vita in qualcosa di molto simile all’inferno. Non può farne a meno!
  • L’avarizia è la forma più sensuale di castità.
  • La vita di società ha questo di buffo, che ognuno crede di recitarvi la parte principale.
  • La beneficienza, anzi la carità, che diventa burocratica e offensiva.
  • Fate finta di non essere intelligenti, o non scamperete al vostro spogliarello.
  • La prostituzione ci interessa perché è la nostra condizione. Il delitto perché è la nostra aspirazione.
  • Chi rifiuta il sogno, si masturba con la realtà.
  • La pornografia è noiosa. Fa del pettegolezzo su un mistero.
  • In amore bisogna essere senza scrupoli. All’occorrenza, essere capaci di andare a letto con la propria moglie.
  • Si battono per l’Idea, non avendone.
  • Ogni film drammatico si avvia lentamente a diventare comico.



  • Non si vanno volentieri a vedere i film dei registi morti.
  • La bontà ha questo di buono, che può fare a meno della fede, spesso è il risultato del dubbio.
  • L’inverno è lastricato di buone intenzioni.
  • Io non sono di quelli che credono che altrove succeda qualcosa. Io resto qui, Parigi l’inverno, la Costa Azzurra d’estate, perché c’è il sole, il mare, e mi basta.
  • Mi domandano perché scrivo così poco. Io ho risposto: se uno scrittore è prolifico, date un’occhiata a sua moglie. E quasi sempre brutta. E cosa volete che faccia il poveretto? Scrive!
  • Vede, le donne che scrivono hanno un guaio: raccontano male le cose che riuscivano a nascondere così bene quando le facevano.
  • Le dittature degli altri non ci danno fastidio.
  • Anime semplici abitano talvolta corpi complessi.
  • In amore gli scritti volano e le parole restano.
  • Chi mi ama mi preceda.
  • Tutto arriva al momento giusto. Il Tempo trova il finale migliore.
  • L’omosessualità nelle classi povere non è un vizio ma un modo di accedere alle classi superiori.
  • Il cinema si serve delle scorie delle altre arti. Ciò che a voi non serve più, datemelo. Monologo interiore, musica elettronica, pittura astratta. E infine, il volto umano.
  • La realtà è quella che noi riusciamo a far passare per tale.
  • Accidia, Ira, Avarizia, Lussuria, Gola, Esquilino e Viminale.
  • Aspettiamo l’estate per poterne poi parlar male.
  • Gli Italiani sono manieristi anche in amore.
  • I grandi amori si annunciano in un modo preciso, appena la vedi dici: chi è questa stronza?
  • Il difficile non è avere uno yacht, il difficile è avere gli invitati.
  • Più diminuiscono i padroni e più aumentano i cani.
  • La psicanalisi cara signora è una pseudo-scienza inventata da un ebreo per convincere i protestanti a comportarsi come i cattolici.
  • Vivere è diventato un esercizio burocratico.




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