La pistola che ho puntata alla tempia si chiama Poesia

UNA POESIA FATTA DI CARNE

Una galleria di personaggi incontrati dalla poetessa nel suo soggiorno milanese in Ripa dei Navigli.  I testi dovrebbero risalire al 1986, dopo il ritorno a Milano da Taranto, e si inscrivono nella più vasta tradizione lombarda di “poesia oggettiva e realistica”. Quella della Merini è un’umanità fatta di carne, piena di cadute e falle, immersa in una realtà senza orizzonti. Con l’occhio attento di chi è avvezzo al dolore e alla tara della diversità, la Merini dipinge in questa raccolta ritratti di personaggi anomali, il cui essere abbraccia sempre una qualche deviazione.



5 Poesie di Alda Merini

La donna barese

La donna barese dai larghi fianchi

che imbonisce gli uomini tutti

per la sua cucina straniera

è furba nella creanza

e dardeggia gli uomini col suo fiuto,

è un’ostessa di tutto riguardo

ligia ai doveri di moglie

ma non poté concepire un figlio.

Che so, per strana fortuna,

ella non riuscì a compiere il miracolo pieno

della sua struttura fiancale

e rimase stupita e assente

dentro i sapiti fiori del suo ragù.

La Rina

La Rina aveva una forma depressa

perché le era morto l’amante.

Povera donna – dicevano in giro –

piange per il marito.

E intanto lei chiedeva aiuto ai figli

nella memoria del padre.

Ma uno scippatore fece giustizia

prendendola per la catena

pegno dell’amante

e trascinandola via.

La Maddalena

La Maddalena crepò di estrema vecchiezza

aveva la lingua biforcuta e folle

come quella delle megere

e pareva un asso di picche

un asso efferato e vivo.

La nuora la ammoniva

“mamma non esser cattiva”,

ma la cattiveria era la devozione di Lena

e morì bestemmiando

ed ebbe sante parole.



La meretrice

Ma la meretrice trova riparo nel vento

e nelle tenebre astratte,

la meretrice posa il suo scalpello diritto

nel ventre del leopardo,

la meretrice che è sorella al diavolo,

trova che ridere fa bene ai reni

e rende soverchio l’amore

perciò ride ubriaca di assenzio

sognando vecchie ballate.

Betty la tabaccaia

Quella per la sua bellezza

ha inghiottito una canna di bambù

e il riso non è rigido da meno

calcolato per la buona vendita,

discende da miniera invitta

mentre dirige la tabaccheria

e il marito le serve da marciapiedi

sopra cui consuma le sue passeggiate

di meretrice lebbrosa.



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