“Non compiere alcun male, dedicati alle buone azioni, purifica la mente. Questo è l’insegnamento del Buddha”.

Siddārta Gautama

Buddha – “colui che si è risvegliato” o “colui che ha raggiunto l’illuminazione” – è stato un monaco, filosofo, mistico e asceta indiano, fondatore del Buddhismo, una delle più importanti figure spirituali e religiose dell’Asia. Visse approssimativamente tra il 566 a.C. e il 486 a.C. In questa breve raccolta dei suoi insegnamenti che vi proponiamo è racchiusa l’essenza del suo pensiero e parte della ricchezza del mondo indiano in cui la sua disciplina è cresciuta e si è diffusa.

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Pensieri e frasi di Buddha sulla Felicità e il Piacere




DEL BENE E DEL MALE

 

  • Gli elementi della realtà (dhamma) hanno la mente come principio, hanno la mente come elemento essenziale e sono costituiti di mente. Chi parli oppure operi con mente corrotta, segue la sventura come la ruota segue il piede dell’animale che traina il carro.

 

  • Mai, invero, si placano quaggiù gli odii con l’odiare: col non-odiare si placano. Questa è la legge eterna.

 

  • Come la pioggia penetra in una casa mal coperta, così pure la passione penetra in una mente non usa alla meditazione.

 

  • Il peccatore in questo mondo si affligge, una volta trapassato si affligge, in entrambi i mondi si affligge: costui si tormenta vedendo il cattivo risultato di ciò che egli stesso ha compiuto.

 

  • Chi ha fatto del bene in questo mondo si rallegra, una volta trapassato si rallegra, in entrambi i mondi si rallegra: costui si rallegra, costui gioisce, contemplando la purità di ciò che lui stesso ha compiuto.

 

SULL’ATTENZIONE

 

  • L’attenzione è il sentiero che conduce all’immortalità, la disattenzione è il sentiero della morte; gli attenti non muoiono, i disattenti sono già come morti.

 

  • Cresce la gloria dell’uomo attento, che ha rialzato se stesso, che è raccolto in sé,le cui azioni sono pure, che opera con ponderazione, che vive continente e secondo la Legge.

 

  • Gli sciocchi sono dediti alla distrazione, gente di poco intendimento! Il Saggio, invece, custodisce l’attenzione come la ricchezza più preziosa.

 

  • Non abbandonatevi alla distrazione, non abbiate dimestichezza coi piaceri e i diletti. Il diligente che medita acquista felicità completa. (L’ascesi buddhistica tende a una condizione di distacco dal piacere e dal dolore, in favore di una pura attività spirituale detta “eroica felicità”)

 

  • Attento fra i disattenti, ben sveglio fra gli addormentati, egli, giudizioso, procede distanziando gli altri come un corsiere distanzia un ronzino.



SUL PENSIERO

 

  • Il pensiero tremulo, labile, difficile a custodire, difficile a contenere, esso raddrizza l’uomo accorto, come un fabbricatore di frecce il dardo.

 

  • È bene che si domini il pensiero, inafferrabile, leggero, che si getta su ciò che gli piace: il pensiero domato è portatore di felicità.

 

  • Custodisca l’uomo accorto il pensiero, difficile da percepire, guizzante, che si getta su ciò che gli piace: il pensiero ben guardato porta la felicità.

 

  • Coloro che controllano il pensiero che viaggia lontano, che cammina solo, incorporeo, che alloggia nella caverna del cuore, coloro si liberano dai vincoli della morte.

 

  • Per colui il cui pensiero non divaga, la cui mente non è trascinata, che ha abbandonato bene e male; per colui che è vigilante, non esiste paura.

 

SULLA STOLTEZZA

 

  • Il viaggiatore, se non incontra a tenergli compagnia uno migliore di lui o simile a lui, proceda decisamente da solo: con lo stolto non v’è compagnia.

 

  • Lo stolto che conosce la propria stoltezza è saggio almeno per questo: lo sciocco che si ritiene un saggio, quegli veramente è ciò che è, si chiama scemo!

 

  • Gli sciocchi, privi di intendimento, vanno con se stessi come col nemico, compiendo azioni cattive che portano solo frutti amari.

 

  • Fintanto che il male compiuto non giunge a maturazione lo sciocco lo considera come fosse miele, ma, quando esso matura, allora ecco che lo sciocco soggiace al dolore.

 

  • Non di certo la cattiva azione commessa si rapprende tutta d’un tratto, come latte già fresco: bensì segue lo stolto come il fuoco che cova sotto le ceneri.

 

SULLA SAGGEZZA

 

  • Non si frequentino come amici i cattivi: non si frequenti la gente vile. Si abbia dimestichezza coi buoni amici, si frequentino i migliori fra gli uomini!

 

  • L’acqua incanalano i fontanieri, gli armaioli piegano i dardi, piegano il legno i falegnami, piegano se stessi i Saggi.

 

  • Come la rupe massiccia non si scuote per il vento, così pure non vacillano i Saggi per biasimi e lodi.

 

  • In ogni circostanza procedono uguali gli uomini dabbene; i buoni non ciarlano perché desiderosi di piacere: toccati da gioia o dolore, i Saggi non mostrano mutamento.

 

  • Pochi sono fra gli uomini quelli che toccano l’altra sponda (il Nirvana): tutti gli altri, invece, corrono su e giù per la spiaggia.



SUL PECCATO E IL CASTIGO

 

  • Si affretti l’uomo verso il bene, custodisca la mente  dal male. Di chi fa il bene fiaccamente, la mente si delizia nel male.

 

  • Anche il peccatore se la passa bene, finché il male commesso non matura: allora il peccatore sperimenta ogni sorta di mali.

 

  • L’acqua cadendo goccia a goccia riempie anche una giara. Lo stolto si colma di peccato, anche quando lo accumula poco a poco.

 

  • Chi reca offesa a un uomo innocente, puro e senza peccato, il male di ciò ricade su lui stolto, come sottile polvere gettata contro vento.

 

  • Tutti tremano al castigo, tutti hanno cara la vita: mettendoti al posto degli altri non uccidere e non consentirlo ad altri.

 

  • Chi, volendo la propria felicità, colpisce col castigo esseri che bramano la felicità, una volta morto non la consegue per se stesso.

 

  • Non parlare aspramente ad alcuno: coloro ai quali tu parli ti potrebbero rispondere. Gli oltraggi sono sempre sgradevoli: potrebbero coglierti, in cambio, bastonate su bastonate!




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