“La vita umana è più corta di quella d’un pino..”

Quella della Dinastia T’ang è considerata l’età dell’oro della poesia come della pittura cinese. Del resto sembra spesso di vedere, leggendo le opere di questa epoca, dei veri e propri quadri. In questo periodo la forma si perfeziona e la metrica diventa sempre più rigorosa. Sotto la Dinastia T’ang si ha la nascita della poesia moderna, in contrasto con la precedente più libera nella forma. A quest’epoca appartiene Li Po, considerato il più grande dei poeti cinesi e, certo, il più conosciuto in Europa. Noi vi presentiamo cinque poesie scelte dalla sua vasta opera.

elemento grafico in poesia cinese di li po

 

I. In montagna in un giorno d’estate

Agito lievemente un bianco ventaglio di piuma,

Seduto colla camicia aperta in un verde bosco.

Mi tolgo il berretto e l’appendo ad una pietra sporgente;

Il vento dei pini piove aghi sulla mia testa nuda.

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II. Abbandono

Stavo seduto a bere e non mi accorsi del buio;

Finché cadenti petali mi empiron le pieghe dell’abito.

Ebbro, mi alzai; camminai verso il ruscello lunare:

Gli uomini erano radi e gli uccelli non c’erano più.

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III. Il mio voto

 

Il Fiume Giallo corre all’Oceano dell’Est,

Il sole scende verso il mare dell’Ovest.

Come il tempo l’acqua fugge per sempre,

Non arrestano mai la loro corsa.

Con giovinezza scompare la primavera,

L’autunno giunge coi miei capelli bianchi.

La vita umana è più corta di quella d’un pino.

Che meraviglia allora –

Se la bellezza fugge e fugge la forza?

Perché non posso inforcare un Drago Celeste

Per respirare essenza di luna e di sole

E divenire immortale?

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IV. Canto del lago

 

Lucide acque profonde; luna d’autunno.

Sul lago del Sud si colgono bianche ninfee.

I fiori a festuca flessibili, pare che vogliano dirci qualcosa:

Ahimè che li uccide la nostra barchetta oscillante.

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V. Pianto d’autunno

 

A Yen le foglie gialle

Si staccano dai rami;

La concubina sale sulla torre

E cerca lui cogli occhi.

Su tutto il vasto oceano

Si spezzano le nubi luminose;

Nella sua solitudine

Penetrano i colori dell’autunno.

Il tartaro è padrone alla frontiera;

L’ospite dalla guerra non ritorna;

Abbandonata e triste Erba di Loto

Giace spezzata al suolo.

 

Fonte:

Liriche Cinesi (Einaudi, 1968). Trad. It. Giorgia Valensin

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