«Un uomo e una donna ridono, e l’erba apre un sentiero al loro passaggio…»

Ibraim Nasrallah

Giordano, nato ad Amman nel 1954 in un campo profughi, ha iniziato a pubblicare le sue prime poesie quando era ancora al liceo. I lettori arabi, benché alterni scrittura poetica a quella in prosa, lo apprezzano maggiormente per la sua poesia per la quale ha ricevuto, nel 1997, il prestigioso premio letterario Sultan Uways. La sua poesia, superata l’adesione al verso libero occidentalizzante, è molto attenta agli aspetti formali e contenutistici nei quali emerge la memoria dell’antica tradizione letteraria. Rivisti e rielaborati, forme e temi sono sempre ripensati per addentrarsi nella profondità dei problemi contemporanei.

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Amore

Nell’estremo meridione

Un uomo e una donna

E all’orizzonte si estende sguainata

Una selva di occhi di fucili

E discorsi incompiuti sul suolo della Patria

Su strade che li rubano quando il mare si diffonde nella memoria

Un uomo spara adesso i giorni

Accarezza il suo mitra

Una donna cerca adesso un mazzo di legna

E una rosa che i proiettili hanno lasciato tra la cenere

Sale adesso

Fino a toccare il silenzio dello spazio

Troneggiante negli occhi di lui

E gli affida il suo segreto

E quando maturano i fiori del caffè

– Avremo un fiore

– Avremo – ahi – un bel cucciolo

Guarda verso il confine

– Avremo una terra

Un uomo e una donna

Ridono

E l’erba apre un sentiero al loro passaggio

E quando il sole splende

A loro per primi si inchina.




Gioia

Nelle strade della tua palma morbida

Nelle stazioni

O quando con gioia usciamo al giorno

E dimentichiamo l’ombrello

E sentiamo la mancanza dell’estate

Quando la nube passeggera ci sorprende

Quando sei tra me e la pioggerella

Corri qua

Ridi qua

E scansi dal tuo volto le nuvole

E lo stupore degli alberi di tutte le case

Sorridi

Abbiamo dimenticato l’ombrello

E vedo il giubilo del sogno in te

più buona di una spiga

più vasta di un desiderio

Più grande di una signora

Una bambina.




Ali

Tremi come un uccellino nella mia mano

E quando sto per smettere

Tra questa timida preghiera

E la gioia dei Lillà

Torni dal viaggio del piacere travolgente

In direzione della mia mano

Scrolli i campi di rugiada dalle tue braccia

Ti infiammi

E so che tra qualche minuto

Alcuni minuti

Tu volerai.

Fonte:

Ibraim Nasrallah, Versi (Edizioni Q Roma, 2009)

A cura di Wasim Dahmash




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