“Ciò che Dio ti dona il vento non lo porta mai via”

Per il popolo africano è credenza comune che l’uomo quando entra nel mondo, entra direttamente nella sofferenza. La concezione africana della vita è permeata da due esperienze fondamentali: la sofferenza e la morte, fatti ineluttabili ai quali ci si arrende e che la saggezza popolare insegna ad accettare e vivere con dignità, nell’attesa che arrivi l’ultimo viaggio. Questo approccio al Mondo, fatto di sofferenza e fatalità del destino, determina le istanze cardini dell’etica africana della vita che, al contempo, prevede un lungo percorso terreno fatto di esperienze. Attraverso l’esperienza del vivere si giunge alla consapevolezza e a Dio. Tutto questo si riflette nei proverbi africani che vi andiamo a proporre di seguito.




PROVERBI AFRICANI SULLA SOFFERENZA

  • Morire non è una catastrofe; la catastrofe risiede nel dover dormire affamato. (Hutu: Burundi)

La morale insegna che la morte è preferibile alla sofferenza. Il morto si riposa mentre il vivo che soffre deve continuare a patire nel dolore.

  • Nel ventre, è molto lontano. (Agni: Costa D’Avorio)

Si usa quando si vuol dire che la sofferenza è un’esperienza inestricabile.

  • La malattia che colpisce un altro è come l’aldilà di un fiume. (Luluwa: Congo-Kinshasa)

L’esperienza della malattia non si condivide con nessuno. Ogni consolazione, seppur utile, è superficiale.

  • Si precede la prosperità, non si precede la sofferenza. (Hutu: Burundi)

Si parla dell’anteriorità dell’esperienza della sofferenza nell’esistenza umana. Il dolore è un fatto onnipotente sull’individuo.

  • Nessuno può dimenticare il giorno in cui fu bagnato dalla pioggia. (Bamileke: Camerun)

le sofferenze più atroci sono difficili da dimenticare.

  • La pioggia non cade su un solo tetto di casa. (Efik: Nigeria)

La sofferenza colpisce chiunque.

  • Il dolore è come un tesoro: lo si mostra soltanto agli amici. (Merina: Madagascar)

Le sofferenze interiori vengono conosciute solo dagli intimi.

  • La tristezza non sta soltanto nel pianto. (Merina: Madagascar)

La sofferenza dell’uomo non è sempre manifesta.

  • Non c’è parte del corpo che sia una foresta. (Zulu: Sud Africa)

Nessun organo del corpo è immune dalla malattia.

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PROVERBI AFRICANI SUL DESTINO

  • Ciò che i giorni sollevano non pesa mai. (Moru: Mali)

Il destino ha ragione su tutti, anche sui più forti.

  • Non si supera mai la fatalità. (Tutsi: Rwanda)

Non si scappa mai dal destino.

  • Non si impedisce a colui che va sotto terra di andare in profondità. (Hutu: Rwanda)

Quando il destino è segnato non ci si può far nulla.

  • Il sangue che scorre non passa la notte nel corpo. (Dzalamo: Tanzania)

Il destino è fatale.

  • Quando la morte ti invita, non superi la notte. (Agni: Costa D’Avorio)

La morte è il destino più fatale, nessuno lo può modificare.

  • Quando il destino rompe il legame, nessun parente gli nasconde il proprio figlio. (Bavombe: Congo-Kinshasa)

Non si può nulla contro il destino.

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PROVERBI AFRICANI SULLA MORTE

  • La morte è un debito verso la terra. Ciascuno la deve pagare per conto proprio.  (Baluba: Congo-Kinshasa)

  • La morte è come una piuma bianca. Non sappiamo chi se ne decorerà per primo.  (Bakwa cienze: Congo-Kinshasa)

  • La morte è come un vestito che tutti devono portare.  (Mandingue: Guinea)

  • La morte cuoce senza far bollire l’acqua.  (Hutu: Burundi)

La morte colpisce improvvisamente.

  • Anche l’elefante ha bisogno di un giorno per morire.  (Andonga: Angola)

  • Il vento agita le piante quanto la morte agita gli uomini.  (Ovimbundu: Angola)

Si intende il sentimento di terrore che ogni uomo prova innanzi alla morte.

  • La grandezza di una barca non gli impedisce di rovesciarsi.  (Bambara: Costa D’Avorio)

Anche i ricchi muoiono.

  • La morte è sempre una cosa nuova.  (Basutho: Lesotho)

Si muore una volta sola.

  • Il cacciatore di bufali morrà ucciso da un bufalo come l’uomo della riviera è morto annegato nell’acqua.  (Shambala: Tanzania)

Ogni uomo, di qualunque estrazione sociale sia, prima o dopo incontrerà la morte.

  • I funerali che vi riguardano si svolgono dietro la casa.  (Basonge: Congo-Kinshasa)

Si usa per raccomandare a chi perde un parente, di comportarsi in modo da non perdere la dignità.




PROVERBI AFRICANI SU DIO

  • Colui per il quale Immana coltiva, s’immagina di saper coltivare. (Tutsi: Burundi)

Insegna a non attribuire all’industria umana i benefici ricevuti da Dio.

  • Quando devi ricevere da Dio, presentati con le due mani. (Hutu: Burundi)

I doni di Dio sono sempre abbondanti.

  • Ciò che Dio ti dona il vento non lo porta mai via.  (Soninké: Mali)

Dio è onnipotente. Se ti fidi di lui sei al sicuro.

  • Dio vuole la perfezione e non la rapidità. (Basonge: Congo)

Dio esige dall’uomo la perfezione di vita, è magnanimo, lento all’ira e misericordioso.

  • Dio non discute con l’uomo; quando Egli parla, ha sempre ragione.  (Baluba: Congo)

I decreti di Dio sono definitivi.

  • Dio dona e non vende nulla. (Tustsi: Rwanda)

Dio dona gratuitamente, Egli non ha bisogno di nulla.

  • Dio si ricorda nelle disgrazie; nelle gioie si dimentica.  (Baluba: Congo)

  • Ciò che dio ha messo nella tua mente, lo stregone non lo potrà mai levare. (Ekonda: Congo)

  • Dio è il vento che riempie le montagne, cui sono piene le foreste e i villaggi.  (Baluba: Congo)

Dio è come il vento, come l’aria che è ovunque e fa vivere ogni persona. Senza, nulla può essere.

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PROVERBI AFRICANI SULLA VECCHIAIA

È l’occhio dell’anziano che fa maturare i fagioli. (Malinké: Senegal)

Quando un uomo ha esperienza sa condurre i propri affari.

L’intelligenza non ha età.  (Hutu: Rwanda)

Non sempre il numero degli anni porta intelligenza all’uomo

L’occhio che ha spesso visto, ritarda nell’apprezzare.  (Zulu: Sud Africa)

L’uomo che ha esperienza non precipita il proprio giudizio sulle cose.

Si getta nell’immondizia un osso che si è mangiato in compagnia di un anziano. (Kamba: Kenia)

Quando si è in affari, il supporto di una persona esperta aiuta a raggiungere gli obiettivi.

Al vecchio gorilla non si insegna la strada. (Fang: Gabon)

Si insegna a non dare lezioni alle persone anziane. Loro sono detentrici della sapienza.

Tuo padre ha visto le formiche prima di te. (Fang: Gabon)

Nessuno è più esperto di chi è più anziano di lui.

L’occhio dell’anziano non parte di buon mattino, ma quando arriva è davvero per guardare. (Tutsi: Rwanda)

La persona esperta non giudica le cose con premura, va lentamente ed arriva a conclusioni più corrette.

Fonte:

L’Africa che canta – vol.1 di J.S. Mabenga (Edup Roma, 2000)




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