La dinastia dei Han (206 a.C. / 220 d.C.) è una delle più ricche di poesia nella storia della letteratura cinese. Le poesie dei Han servirono come modello a tutte le epoche successive, sia nella forma che nella scelta dei soggetti. Fra le più celebri ed imitate ci sono i 19 Vecchi Poemetti di autore ignoto
che risalgono, molto probabilmente, al I sec. d.C. – Noi ve ne proponiamo quattro.

elemento grafico in vecchi poemetti cinesiI.

 

Verde, verde,

L’erba lungo il ruscello.

Folto, folto,

Il salice del giardino.

Triste, triste,

La dama nella sua torre.

Bianca, bianca,

Seduta sul davanzale.

Bella, bella,

La guancia dipinta di rosso.

Snella, snella,

La pallida mano che sporge.

Un tempo era fanciulla in una casa di danze,

Adesso è divenuta la sposa d’un vagabondo.

Il vagabondo è partito e più non ha fatto ritorno.

È duro rimanere soli in un letto vuoto!

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II.

 

Passando il fiume colgo un fiore d’Ibisco.

Fra le orchidee di palude, quante erbe fragranti!

Ma quando le ho colte, a chi le devo mandare?

L’amore mio vive in terre lontane.

Mi volto e guardo verso il mio paese;

La lunga strada corre sempre avanti –

Un cuore solo – dimore diverse –

Sempre soffrire – finché siamo vecchi.

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III.

 

La chiara luna come bianca splende

Sulle tende che velano il mio letto!

In preda al dolore mi volto e non posso dormire,

Raccolgo le vesti e vado errando su e giù.

L’amore mio mi dice che è felice;

Oh, dicesse che sta per ritornare!

Fuori in cortile esito; solitaria;

A chi mai potrò dire i miei tristi pensieri?

Cogli occhi fissi nel vuoto rientro in camera –

Lacrime fitte mi bagnano il manto e la veste.

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IV. 

 

Non sono mai cento gli anni d’una vita

Ma di mille anni portano il dolore.

Se i giorni sono brevi e se le notti

Noiose sono lunghe,

Perché non prendere una lampada,

E uscire fuori nella ventura?

Se vuoi esser giocondo affrettati,

Non aspettare “un’altra volta”.

Lo stolto che non viole spendere

Quelle ricchezze che possiede,

Fa solo poi ridere i posteri.

È vero, sì, che Messer Wang

Divenne un giorno un immortale,

Ma come possiam noi pretendere

di fare come Messer Wang?

 

Fonte:

Liriche Cinesi (Einaudi, 1968). Trad. It. Giorgia Valensin

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